Le scarpe

Le scarpe sono, insieme alla cravatta e all’orologio, i principali tratti distintivi dell’eleganza di un uomo.
La scarpa è il più importante capo d’abbigliamento maschile, che può essere facilmente rovinato se ai piedi si calzano scarpe sbagliate. 
Alla scarpa è affidato l’arduo compito di reggere e far avanzare il nostro peso ogni giorno per anni. Essendo i piedi fra le parti più sollecitate e sensibili del nostro corpo, le scarpe non devono limitarsi a ospitarli in modo confortevole, ma devono aiutarci a camminare, cosa che spesso si dimentica acquistando calzature di poco prezzo costruite abbandonando materiali naturali per quelli sintetici, dando vita a prodotti scadenti di massa. E’ difficile trovare materiali comodi e igienici per i nostri piedi come i pellami ed il cuoio. La scarpa da uomo cominciò ad affermarsi dopo le rivoluzioni borghesi in Inghilterra e Francia, precedentemente erano con tacchi alti e ornate di fibbie più o meno preziose, che furono abolite con la Rivoluzione francese. In Inghilterra dal Settecento e fino ai primi decenni dell’Ottocento, erano in voga gli stivali, con tacchi adatti sia per cavalcare sia per andare a passeggio, ma contemporaneamente le scarpe basse ebbero sempre più spazio, fino ad arrivare ai giorni nostri. Lo stile inglese rappresenta, ancora oggi, un importante corrente estetica.               
La scarpa è sempre di qualità quando è prodotta con il pellame migliore e rifinita a mano. Per riconoscere una scarpa di qualità quindi è necessario conoscere i materiali con cui sono fatte, e i modi di lavorazione.
I materiali: negli ultimi anni la varietà di pellame, a disposizione per le calzature, è diminuita limitandosi a quelle bovine, ovine e caprine. La migliore pelle per tomaia, si ricava da animali giovani come capretti o vitelli in quanto è più morbida ed elastica rispetto ad una pelle di animali più adulti meno elastica. Con particolari lavorazioni si ottengono gli scamosciati, che sono pellami trattati nella parte interna e molto raramente di daino. La suola migliore è quella in cuoio (pelle di animale), conciata con una procedura di almeno 8 mesi che la rende robusta ed elastica, ed inoltre, quando si cammina, fa scivolare dolcemente il piede in avanti, al contrario sella suola in gomma che invece tende a farlo impuntare. Il metodo di conciatura in assoluto più antico è quello cosiddetto “concia in fossa” che consiste nel trattare il cuoio con sostanze vegetali. Le fodere delle scarpe di qualità sono generalmente di capretto, pelle molto morbida e fine.
La lavorazione può essere artigianale o industriale. Per la lavorazione artigianale tre sono i metodi di lavorazione: quello a guardalo, tirolese e norvegese. 

La più importante e diffusa è quella a guardolo, che nel gergo dei calzolai viene detta solettatura. Il guardolo è una robusta fettuccia di cuoio morbido, larga 15mm e spessa 2,5mm, che gira tutt’intorno alla scarpa fra la parte superiore (tomaia) e la suola. Questa striscia viene prima cucita, nella parte interna, alla tomaia e a quella sottile soletta di cuoio che fa da sottopiede (da qui il termine solettare); poi, dalla parte del bordo esterno, viene unita alla suola vera e propria con una seconda cucitura. Tale sistema di lavorazione permette di ottenere le scarpe da uomo più pregiate, elastiche, robuste e longeve. 

Nella lavorazione tirolese il guadalo è cucito nella parte esterna della tomaia formando una L che risale per qualche mm lungo tutto il bordo formando una vaschetta che migliora l’impermeabilità. Questo tipo di calzature sono adatte per sopportare pioggia e/o neve.

Infine, c’è la lavorazione norvegese, che presenta tutte e tre le cuciture in vista: soletta con tomaia, tomaia con tramezza e tramezza con suola. 

Nei laboratori artigianali i   veri calzolai costruiscono da se anche lo spago che usano, intrecciando e impeciando più capi di cotone, a seconda delle necessità.

I laboratori industriali utilizzano diversi tipi di lavorazione, ma i più usati sono il “metodo Goodyear” e la lavorazione “Blake